Volkswagen: dall’inchiesta al problema dell’inquinamento globale.

‘In Germania il governo pensa di rendere gratuito il trasporto pubblico per combattere l’inquinamento’

‘La Germania sta progettando un piano che prevede di rendere i trasporti pubblici gratuiti nelle città colpite da un forte inquinamento nell’aria’ (The Post Internazionale, 14 febbraio 2018)

La Germania risulta essere ‘sotto lente d’ingrandimento‘ dalla Commissione Europea per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico, perché tutto questo? 

                                                                                                                                                                                                                  

                                                                                                                                                                                                              da blitzquotidiano.it

Risulta necessario fare un passo indietro, partendo dalla maxi inchiesta condotta dal governo americano tra il 2015 ed il 2017 relativa alla vendita delle macchine Volkswagen, con motore diesel, su suolo USA. La potenza dell’azienda tedesca è rinomata, come lo è l’indubbia qualità degli ingegneri che lavorano per la causa e per migliorare costantemente i prodotti automobilistici portati in commercio. L’idea dell’azienda di Wolfsburg è sempre stata quella di inseguire il primato come principale organismo di produzione e vendita di automobili nel mondo, sperimentando e palesando un’identità sempre più in via di sviluppo per far sì che questo si potesse concretizzare. 

Il mercato europeo è stato dominato dalle aziende tedesche: Volkswagen (prima al mondo), BMW e Mercedes sono sempre state tra le aziende più competitive e con uno dei più elevati tassi di fatturato in Europa per la produzione di automobili,  paragonabile solo a poche altre (Renault, Fiat), restando al passo con altre imprese automobilistiche mondiali, come la General Motors, Ford e la Toyota.

La Volkswagen, nel corso degli anni, mirò appunto a diventare l’azienda più importante al mondo, per farlo dovette preparare un piano che permettesse la vendita dei propri autoveicoli anche al di fuori del suolo europeo e dopo il 2010 si concentrò prevalentemente su questo. Entrare prepotentemente nel mercato americano risultò essere un ‘must’ della società tedesca la quale, però, dovette fare attenzione all’apparente sensibilizzazione riguardante l’inquinamento globale dell’ex presidente degli USA, Barack Obama. Egli optò per proporre una politica ecologica relativa anche al commercio e alla vendita di macchine il meno inquinanti possibili, palesandosi favorevole al combattimento dello smog mondiale, facendo particolare attenzione al suolo Americano (il contrario di quello che attualmente dichiara il presidente Trump che, prediligendo l’incremento economico aziendale ai problemi legati all’inquinamento, dichiara, nel 2017, il ritiro degli USA dagli accordi di Parigi sul Clima).

Per far sì che venisse incrementata la vendita su suolo americano di macchine Volkswagen, l’impresa tedesca mise sul mercato una serie di macchine abbastanza economiche e soprattutto apparentemente ecologiche, sponsorizzando il loro prodotto come automobili pulite, con un motore diesel (TDI) che non emetteva scarichi potenzialmente dannosi (emissioni di carbonio), promuovendosi come azienda fautrice del risolvimento del problema del ‘dannoso motore diesel’. 

                                                                                                                                                                                                            da carmagazine.co.uk

Le macchine furono prodotte, furono creati stabilimenti Volkswagen su suolo americano per la produzione delle stesse e furono venduti migliaia di autoveicoli apparentemente poco nocivi. Il motore diesel Volkswagen però lasciò trapelare dei sospetti al governo Americano che si mise a fare delle ricerche e ad incaricare degli esperti per approfondire l’argomento. L’Università della West Virginia, tramite test effettuati sul motore TDI, comprese che potenzialmente il motore risultò avere delle modifiche sospette relative al quantitativo di emissione di carbonio dal tubo di scarico; dopo attenti studi riguardanti questo, si scoprì che effettivamente c’era stata una manipolazione sui motori da parte dell’azienda tedesca, per far sì che fosse possibile stare sotto i parametri consentiti dagli standard USA per la vendita libera di un’autovettura.

La manipolazione dei motori creò uno scandalo enorme e fu aperta un’inchiesta contro la Volkswagen tra il 2015 ed il 2017, da parte degli USA, che metteva sotto accusa l’operato dell’impresa volto a sponsorizzare un prodotto che, in realtà, regolare non era. La Volkswagen perse la causa, macchiò il suo nome e fu costretta a scusarsi pubblicamente, restituendo i soldi spesi dagli americani compratori di un’autovettura Wolkswagen, perdendo miliardi di euro di fatturato tra compensi restituiti e chiusura di pratiche civili e penali.

Confermato che la causa fu portata avanti dal governo USA, quindi, anche se tacitamente, maggiormente interessato a portare avanti una causa per i dubbi su un motore di un’azienda straniera (tedesca) piuttosto che una americana, è palese che l’ente automobilistico tedesco abbia cambiato i propri parametri ‘camuffando’ le statistiche pertinenti all’emissione di sostanze dannose, per rendere possibile la vendita su un suolo potenzialmente difficile.

Gli stessi parametri e lo stesso motore diesel però rimasero gli stessi anche sul suolo europeo, dove tutto ciò non è reato. Non risulta esserci una sensibilizzazione volta a ridurre l’inquinamento atmosferico derivante dall’emissione dei gas prodotti dalle autovetture, quindi non risulta essere illegale l’operato trattato in causa, ossia della Volkswagen nello specifico.

                                                                                                                                                           da Il Fatto Quotidiano.it

Leggere di una mancata presa di coscienza e sensibilizzazione, sul suolo europeo, dei motori diesel ultra-inquinanti e cogliere il tentativo del governo tedesco volto a risolvere il problema dell’inquinamento quando, in primis, era al corrente dei meccanismi operanti di una delle sue aziende, in questo caso la Volkswagen, scaturisce un sospetto non indifferente.

Risulta facile attualmente promuoversi portatori sani ed intenti a risolvere il problema di una causa globale importante, come quella dell’inquinamento, da paese borghese e benestante. Offrire trasporti gratuiti, per il governo tedesco, non è un problema perché economicamente può concederselo, però farsi garante dei principi sani elencati precedentemente per poi promuovere le cause relative alle proprie aziende, come dimostrato non sempre ecologiche, stimolando la loro produzione di capitale che, nel bene o nel male, influisce sullo stato di appartenenza, forse è paradossale.

Questo non è quello di cui il continente europeo, uno dei più inquinati al mondo, ed in generale la terra, hanno effettivamente bisogno per sconfiggere il problema, diventato ormai di primaria importanza per tutti.

                                                                                                                                                                                                 da Wall Street International

 

 

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