Recensione film – “Voldemort: origins of the heir”

<<Nemici dell’erede, temete!>> E’ tornato Tom Orvoloson Riddle, è tornato Lord Voldemort, il principale villain della celebre saga di Harry Potter, il famoso maghetto nato dalla fortunata penna della scrittrice britannica J.K. Rowling.

Il mago oscuro della nota serie fantasy rivive in uno spin-off a lui interamente dedicato, che lo vede come protagonista. “Voldemort: Origins of the Heir” (trad. Voldemort: le origini dell’erede) è un film fan-made non ufficiale realizzato dalla Tryangle Films, una casa di produzione cinematografica indipendente fondata da Gianmaria Pezzato e Stefano Prestia, due ambiziosi producers che per anni hanno lavorato a questo progetto, giunto a compimento lo scorso sabato 13 gennaio. In questa data infatti il film è stato distribuito gratuitamente su Youtube dal canale ufficiale della Tryangle Films, grazie al consenso della Warner Bros.

La particolarità di questo prodotto è il fatto di essere una creazione tutta italiana: Pezzato, che nasce come tecnico di effetti speciali, ha scritto e diretto il film, mentre a Prestia si deve la produzione, la scelta dei costumi e delle musiche. Anche l’interpretazione del film è tutta made in Italy. Gli attori scelti infatti vengono tutti dal Bel Paese. Tuttavia la lingua designata per i dialoghi è stata l’inglese, con l’aggiunta dei sottotitoli in italiano. Una scelta ambiziosa, ma rivelatasi vincente: sono passati pochissimi giorni dal rilascio del prodotto e il film ha già superato quota 9 milioni di visualizzazioni. Nessun film fan-made non ufficiale presente sulla medesima piattaforma è arrivato a tanto in così poco tempo.

Il lungometraggio racconta l’inizio dell’ascesa di un giovane Tom Riddle dopo aver completato il percorso scolastico nella nota scuola di magia e stregoneria di Hogwarts. Si tratta dunque di un prequel che precede gli eventi canonici narrati dalla serie di Harry Potter. Ambizioso, talentuoso, brillante, cinico. Sono queste le caratteristiche che meglio rappresentano il protagonista del film, vero e proprio cocktail esplosivo di fascino e malvagità. Il profilo ideale per l’anti-eroe.

Quello che sicuramente colpisce di più del prodotto è la regia. Efficace, curata, senza lasciare niente al caso. Lo stesso vale per la sceneggiatura. Sorprendenti inoltre gli effetti speciali, che non sfigurerebbero nemmeno sul grande schermo. La trama è frutto per la maggior parte della fantasia degli autori, ad ogni modo risulta breve ma ben sviluppata. Pezzato e Prestia sono riusciti a ampliare la storia della Rowling senza peccare di incoerenza con quanto scritto dall’autrice britannica. Ovviamente trattandosi di un film non ufficiale gli elementi inventati dagli autori non sono da considerarsi canonici. Anche le ambientazioni sono azzeccate: lo spettatore ha davvero l’impressione di tornare nel mondo del mago più famoso del cinema. Giudizio più che positivo anche per quanto riguarda gli le musiche, i costumi e gli attori. Menzione speciale per Stefano Rossi, interprete del personaggio di Tom. La sua performance è stata senza dubbio calzante e credibile. Grandissimo lavoro anche il suo.

Se al momento dei titoli di coda mi avessero detto che il budget per la realizzazione del film era stato di soli 15000 euro, non ci avrei creduto. Perché questo lungometraggio sembra veramente essere uscito da Hollywood. Eppure è andata proprio così. La cifra in questione è stata raccolta grazie a una campagna crowfunding durata circa tre anni. A fare da pubblicità al prodotto ancora prima della sua distribuzione ci hanno pensato tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione, attraverso l’ausilio dei social network. Non serve ribadire in questa sede quanto il raggio di comunicazione del web possa diventare un valido alleato in circostanze come queste.

Stefano e Gianmaria vogliono dimostrare che, con impegno e passione, anche senza i grandi fondi di Hollywood, è possibile realizzare film competitivi e di valore” – è quanto si legge nelle righe di presentazione presenti sul sito web della Tryangle Films. Considerando quanto visto in “Voldemort: Origins of the Heir”, si direbbe che l’obiettivo è stato raggiunto pienamente. E chissà che questo prodotto non possa rappresentare una rampa di lancio per chi ci ha messo la firma sopra. Non mi sento di definire il film un capolavoro assoluto. Non si può realizzare un capolavoro con 15000 euro e 52 minuti di lungometraggio, sia chiaro. Ma ciò che è doveroso sottolineare, è che i ragazzi della Tryangle Films hanno fatto davvero il massimo con i mezzi a disposizione. Il risultato finale rimane in ogni caso da applausi a scena aperta. E da italiani c’è da esserne orgogliosi.

P.S.

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Articolo originariamente pubblicato su parmateneo.it

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