Unesco e Reale Mutua insieme per l’alternanza scuola-lavoro

Il 13 febbraio l’ Unesco celebrerà per il settimo anno la giornata mondiale della radio.
Perché è così importante la radio anche nell’epoca di Internet e della televisione da meritare una giornata celebrativa? La risposta è semplice. La radio ancora oggi conserva 3 caratteristiche di vitale importanza nel campo della comunicazione:

  • Innanzitutto è immediata, perchè via radio si può trasmettere messaggi che prendono forma direttamente dalle parole dello speaker.
  • E’ accessibile, perchè allo stesso modo in cui tutti oggi possono aprire un blog o un qualunque sito di notizie, chiunque può avviare il suo progetto radiofonico con facilità. Cosa che non si può dire riguardo alle emittenti televisive.
  • E’ flessibile, perché la radio sopravvive ai cambiamenti imposti dall’ascesa di internet. Oggi non ci si porta più dietro la scatola con le antenne e le casse. Quelle al massimo le vediamo nei bar, per il resto ci bastano le autoradio che accendiamo per avere un sottofondo mentre guidiamo . Tuttavia la radio resiste e si adatta ai cambiamenti. Le maggiori emittenti offrono la possibilità di ascoltare online via webcast le loro trasmissioni. Spesso e’ possibile anche ascoltarle in podcast , ovvero in differita. Inoltre oggi proliferano le web radio, progetti radiofonici nati e portati avanti direttamente sulla rete. Non abbiamo bisogno quindi di scatole ingombranti per ascoltare la radio. E’ sufficiente una buona connessione, e magari anche un’ app installata sul telefonino, che rende la fruizione del medium più semplice e rapida.

 

Nel corso della conferenza che la presidentessa del Centro Unesco di Torino, Maria Paola Azzario, ha organizzato in collaborazione con il Centro Unesco di Firenze, alla quale sono state invitate delle classi terze dei licei Berti e Cavour di Torino e Machiavelli di Firenze, è stata ribadita l’importanza della radio come mezzo di libera espressione dell’individuo. Proprio in virtù delle caratteristiche di cui si è parlato durante la conferenza, e che abbiamo ricordato in precedenza, si può tranquillamente affermare che la radio ha rappresentato e continua a rappresentare tutt’ ora un mezzo di informazione di grandissimo valore democratico. L’articolo 21 della nostra costituzione infatti afferma che il cittadino ha diritto  manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Nei paesi in via di sviluppo, la radio è un mezzo molto più diffuso di quanto non sia la televisione e internet proprio per la sua semplicità di fondo. E questo la dice lunga sull’ importanza che essa riveste a proposito della libertà di informare e di essere informati. Senza libertà di informazione infatti non ci può essere democrazia, perché senza una corretta informazione non possono nascere opinioni, e senza delle opinioni formate in maniera libera e indipendente, non solo ogni tipo di progresso nella società risulterebbe precluso, ma senza la nostra stessa vita democratica perderebbe il suo significato.

Nel corso della conferenza la presidentessa ha parlato inoltre di quanto abbia in comune la giornata mondiale della radio con la giornata mondiale dello sport, sottolineando l’obiettivo comune di pace e sviluppo dei due ambiti. In particolare, sul tema della parità di genere tra uomo e donna nello sport, così come nella radio, è stato posto l’accento su quanto le donne possano offrire al pari dei colleghi di sesso opposto non solo nello sport praticato ma anche nello sport raccontato. Occorre infatti dare la possibilità alle donne di raccontare lo sport con una visione differente ma complementare rispetto a quella maschile. Eliminare lo stereotipo secondo cui lo sport debba essere raccontato solo da una voce maschile è una missione che inizia a scuola, lì dove un individuo deve formarsi sia dal punto di vista culturale che educativo.

Da qui ci si è spostati al discorso sull’abbattimento di un altro stereotipo, ovvero quello che scuola e lavoro debbano restare due ambiti completamente separati. La legge 107 del 13 luglio 2015 stabilisce che ogni studente del triennio debba avere la possibilità di usufruire dei benefici derivanti dall’alternanza scuola-lavoro. Si tratta sostanzialmente di offrire l’occasione  agli studenti del triennio di entrare in contatto con aziende locali durante il percorso scolastico attraverso lo svolgimento di attività formative. Su questo punto si sono espressi gli studenti dei licei invitati parlando delle loro esperienze e progetti a riguardo.

Uno studente liceale dell’istituto Cavour di Torino parla della sua esperienza in Reale Mutua

A parlare sono stati gli studenti del liceo Machiavelli di Firenze che hanno parlato dei progetti svolti in collaborazione con il Centro Unesco di Firenze. Uno di questi “Firenze per bene” consiste nell’offrire ai turisti delle mappe dettagliate della città, un decalogo di regole da seguire per il rispetto della città, un posacenere da viaggio e un questionario. Scopo del progetto è infatti quello di permettere una più corretta efficace fruizione della città da parte dei visitatori che essa attrae ogni anno da tutto il mondo. Il secondo progetto consiste in un filmato di “vox populi” a cui si chiedeva alle persone intervistate di dare una definizione del concetto di “pace”.

Successivamente due ragazzi dei due licei torinesi hanno parlato della loro attività formativa svolta presso l’academy della Reale Mutua, che tra l’altro ha ospitato la conferenza nella filiale di Via Corte d’Appello. Gli studenti hanno parlato di come le attività svolte abbiano tutte contribuito oltre che all’arricchimento della loro esperienza formativa, avendoli inseriti nei contesti di collaborazione e lavoro di gruppo che caratterizzano una grande azienda come la Reale Mutua.

L’incontro si è concluso con un’attività a gruppi dedicata a tutti i ragazzi presenti riguardante la creazione di un messaggio radiofonico.

 

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