“IL BOTTURA DE NOI ARTRI”

L’Arte Culinaria in formato Pizzeria: quando la qualità gastronomica prevale

 

In via Cavour 153, ad Alpignano, una piccola cittadina nei pressi di Torino, capoluogo piemontese, sorge la ‘Pizzeria da Paolo’, dove il rapporto tra l’arte culinaria moderna e la tradizione classica italiana legata alla pizza si fondono in un unico piatto, portando il cliente ad un’esperienza gastronomica non indifferente.

Massimo Bottura, primo chef e proprietario del ristorante più famoso in Italia noto come ‘Osteria Francescana’, è sempre stata una persona molto innovativa e amante del rischio pur essendo fortemente legata alla tradizione della cucina italiana, soprattutto quella Emiliana, capitanata dai primi famosi in tutto il mondo come i ‘tortellini’ o le ‘lasagne’.

Fino al 2001 Bottura non ebbe fortuna nella cucina; il suo stile d’avanguardia ed il testare una parvenza di cambiamento nella tradizione italiana modificando il modo di produrre i piatti tipici, come, ad esempio, servendo solo la crosta della lasagna oppure proponendo un piatto spoglio chiamato ‘6 tortellini che camminano sul brodo’,  che presentava esso stesso solamente 6 tortellini emiliani disposti in fila contornati da olio, risultarono essere un insulto per la storia gastronomica locale e non lo resero apprezzato agli occhi dei concittadini.

Come lui stesso però afferma in un docufilm per un’azienda americana operante nella distribuzione via internet di film e serie TV ( Netflix ) è stata la sua passione e bravura a formarlo e farlo diventare quello che è adesso, ma la fortuna ha avuto il suo corso.

Una notte di Aprile, nel 2001, uno dei più importanti critici gastronomici italiani era in viaggio da Milano a Firenze, sul suo percorso trovò un incidente all’altezza di Bologna e la coda lunghissima gli impedì di continuare il suo viaggio, così, decise di fermarsi a Modena e in modo ignoto, si ritrovò all’Osteria Francescana, il ristorante dello stesso Bottura.

Dal vedere dietro l’angolo il fallimento e la chiusura del suo ristorante, Bottura, dopo quella sera, divenne subito uno degli chef più conosciuti in Italia; il critico, due giorni dopo la cena, scrisse un articolo su una delle riviste principali italiane, l’Espresso, dando valore alla cucina di Bottura e nominando il pezzo scritto: ‘ La Tagliatella post-moderna’. L’articolo ebbe un successo strepitoso e la cucina dell’Osteria fu sempre più apprezzata, fino a portare lo chef modenese sul gradino più alto del podio come miglior ristorante al mondo, contornato da tre stelle Michelin.

Proprio come Bottura, Paolo Dosio, proprietario della pizzeria, ha avuto delle somiglianze nel percorso da lui svolto in ambito culinario. Amante del buon cibo e della pizza, mostrò subito un’abilità particolare nel trattare l’impasto e nel rispettare i singoli ingredienti, questo lo discostò immediatamente dagli standard tradizionali.

Pur rispettandola, si allontanò dal classico stile della pizza napoletana, optando per una linea diversa, offrendo un prodotto al cliente più leggero, più sottile e puntando sulla qualità pura degli ingredienti, assicurandosi fornitori affidabili ed efficaci sotto tutti i campi, dalla verdura ai formaggi, capaci di dare le garanzie necessarie provenienti da enti sicuri.

Tutto questo però comportò delle spese non modiche e la pizza differente trattata, la posizione poco strategica e la forte concorrenza fecero passare momenti inizialmente faticosi al proprietario.

Ma, la forza, come fu proprio per Massimo Bottura, delle persone in cui credono al proprio lavoro, è stata quella di non mollare mai e, convinto del prodotto, Dosio continuò sulla sua strada arrivando ad un cambiamento costante.

Partendo il 26 gennaio 2008 con le sue forze, arriva a 9 anni di distanza ad avere il primo e secondo pizzaiolo, rispettivamente Sameh Victor Abd Elshahid e Giorgio Lucchiari, che si dimostrarono essere d’elitè per il mestiere, e, contornandoli con uno staff eclettico e completo, dalla cucina al servizio diretto con la clientela, pronto a seguire la filosofia differente e a proporre nuove opzioni per mantenere la pizzeria all’avanguardia, è riuscito ad ottenere credibilità riscontrando pareri positivi tra la clientela, sia per la qualità che per la spesa effettiva consumata, facendo apprezzare la diversità e lo stile unico che si può riscontrare in questo luogo.

‘Se c’è un piatto universale, quello non è l’hamburger bensì la pizza, perché si limita ad una base comune, l’impasto, sul quale ciascuno può disporre, organizzare ed esprimere la sua differenza’ (Jacques Attali)

Pizzeria da Paolo:

-Via Cavour 153, Alpignano (To)

-Tel: 011 9685836

-Sito web: pizzeriaDaPaolo

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