PEAKY BLINDERS: dalla strada alla serie tv

Birmingham, una delle realtà più caotiche del Regno Unito degli anni a cavallo tra l’800 ed il ‘900, è la città dove è ambientata una delle serie televisive più influenti ed economicamente redditizie degli ultimi anni: ‘Peaky Blinders’.

La famiglia degli Shelby rappresentata nella serie TV, con il boss Thomas Shelby, mostra la faccia del punto più alto dell’organizzazione criminale dei Peaky Blinders. Steven Knight, ideatore della serie, riesce a dare una credibilità alle vicende narrate non cadendo praticamente mai nel banale, ma la sua ispirazione da dove è nata? I Peaky Blinders sono esistiti realmente.

I documenti ed i riscontri storici relativi ai Peaky Blinders sono molto contrastanti e confusi tra di loro, TPI sembra fornire la migliore analisi relativa all’argomento. Consultandola risulta essere noto che questa banda criminale prese corpo negli ultimi anni del 1800 per varie attività illegali: dal furto, ad aggressioni ad omicidi, tutte volte a procurare il panico tra i cittadini. L’impatto dei Peaky Blinders è stato ampio a livello mediatico ed il modello gerarchico ma estremamente organizzato è risultato essere un sistema efficiente per l’affermarsi dell’organizzazione.

Lo stile della banda criminale di Birmingham li ha contraddistinti per anni: l’abbigliamento sempre elegante, il cappello simile alla coppola italiana ed il modo di fare altezzoso, ma anche estremamente rude, risultavano essere i segni principali del loro riconoscimento.

Proprio dal cappello, utilizzato spesso come arma, essendo munito di lama contingente all’interno, nasce probabilmente il nome di riferimento di questa associazione, diventando una traccia identificabile della loro presenza all’interno del Regno Unito.

Il tentativo di riportare le scene di vita reale del passato in una serie Tv è stato complesso ma efficace; tramite lo sviluppo della vita familiare degli Shelby, famiglia a capo dell’organizzazione, Knight riesce a dare l’idea di come fosse organizzata la gang, dei loro affari (dalle scommesse sulle corse dei cavalli ai traffici di armi), dei loro scontri con gli altri gruppi criminali ed enti polizieschi, dell’espansione dei Peaky Blinders in territorio inglese ma, soprattutto, riproducendo all’altezza il modello di vita dell’epoca, riscontrando opinioni positive nella maggior parte della critica:

‘Una serie Inglese. Sottolineo questo aspetto della serie perchè le serie televisive inglesi sono famose per la loro cura nei dettagli, alcune volte così eccessivo da sembrare esagerato. In Peaky Blinders ogni fotogramma è curato perfettamente, l’ambientazione è spettacolare e la lingua utilizzata è quasi incomprensibile perchè si rifà a quella utilizzata nei quartieri più malfamati dell’Inghilterra del ‘900. La colonna sonora rock (Red Right Hand) si abbina perfettamente al clima di tensione e alle tipiche risse da strada e ad una regia che lascia decisamente il segno con i suoi spettacolari dialoghi.’

‘Peaky Blinders è una serie basata su una storia vera. Forse la cosa vi sorprenderà alquanto, ma è davvero così. La famiglia Shelby è realmente esistita, e anche la gang criminale dei ‘Peaky Blinders’ non è un’invenzione. Il nome della gang deriva, stando a quando narra la leggenda, dalla lama di rasoio cucito sulle visiere dei loro cappelli, usata come arma nelle risse da strada. Anche il loro ‘stile’ non passava inosservato per i quartieri poveri che erano soliti frequentare, con una ricerca maniacale dell’eleganza in ogni occasione, caratteristica ripresa perfettamente nella serie.’

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