Lo spettro dell’autismo e le sue molteplici sfumature

Autismo, che cosa significa davvero?

 

 

Il 2 Aprile è un Lunedì e si presenta come un qualunque giorno dell’anno. In qualità di Lunedì come tanti altri, si potrebbe affibiare a questo un senso soggettivo, per alcuni un inizio di un’intensa settimana lavorativa , per altri l’unico giorno di riposo. Ma il 2 Aprile può avere anche un significato oggettivo e importante poichè è la giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo.

Essere consapevoli sull’autismo significa ricordare, come ci ha aiutato a fare Laura D’Alessandro, Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitiva, che prima del disturbo vi sono le persone e come tali uniche, irripetibili e ricche di sfumature.

 

 

Foto: La Casa tra le Nuvole, , associazione che si occupa di integrazione e socializzazione di bimbi portatori di disabilità e non.

 

 

Ed è proprio grazie all’ausilio di questa professionista che possiamo inoltrarci nel mondo di soggetti portatori di un disturbo, come fossero viaggiatori portatori di valigie talvolta più pesanti di loro. A Laura abbiamo chiesto le principali caratteristiche dello spettro dell’autismo, in un’intervista illuminante e ricca di contenuti.

 

 

  • Che cosa è l’autismo?
    • E’ un disturbo dello sviluppo che ha subìto tanti cambiamenti nell’arco del tempo, poiché mentre un tempo si parlava di disturbo pervasivo dello sviluppo, quindi si pensava finisse dopo l’età dello sviluppo, in realtà è un disturbo che continua per tutto l’arco della vita.Inoltre ha diverse variabili, sia di tipo genetico che di tipo ambientale. Ma non è ancora scientificamente provato quale tipo di aspetto genetico incida sullo sviluppo di questo disturbo, né che tipo di variabili ambientali. Sicuramente si può modificare nel tempo, sia in punto di forza che di debolezza. Nel vecchio Dsm la definizione era una triade di disturbi: comunicazione, interazione sociale e interessi e comportamenti ristretti e ripetitivi. Con il nuovo Dsm 5 hanno unito le due aree (comunicazione ed interazione sociale) perché sono correlate intrinsecamente. È un disturbo a diversi livelli di gravità.

 

  • L’autismo è un disturbo congenito o insorge nell’arco della vita?
    • È un aspetto congenito, si pensa siano più geni ad influire sulla sua comparsa anche se non si sa ancora quali. Tra fratelli c’è un’alta probabilità che se un figlio sia autistico, anche il futuro fratello possa soffrire di tale disturbo. Gli ultimi studi sottolineano che l’aspetto saliente dell’autismo è la mancanza della potatura sinaptica, mentre con lo sviluppo dovrebbe esserci questo aspetto, molto probabilmente manca nei soggetti autistici.

 

  • Si può diagnosticare solo da 4 anni in poi?
    • Studi statunitensi rilevano che è possibile diagnosticarlo dai 18 mesi, in generale dai 3 anni in poi.

 

  • L’autismo può comportare deficit fisici?
    • Ci possono essere connessioni tra goffaggine motoria ed autismo ma non si è ancora registrata alcuna difficoltà motoria specifica. Anzi quello che spesso confonde, dall’esterno, nel riconoscere questi soggetti è che spesso sono  molto belli e non hanno alcun aspetto fisico peculiare.

 

Laura D’Alessandro.
Psicologa psicoterapeuta, laureata in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’università degli Studi di Torino, nel 2007. Specializzata in psicoterapia cognitivo-comportamentale e in tecniche applicate ai disturbi dello spettro autistico

 

  • Esistono due livelli di autismo, quello di Asperger e Sindrome di Rett, è vero? E soprattutto pare che uno di questi due porti a livelli di intelligenza superiore rispetto alla media, è una leggenda metropolitana?
    • È una leggenda metropolitana perché non troveremo mai un bambino autistico uguale all’altro, poichè prima ancora del disturbo esiste la persona. A tal proposito si parla di spettro dell’autismo il quale è appunto così vario, ha così tante sfumature, che non si può generalizzare minimamente. Inoltre adesso non esistono più queste definizioni (Asperger o Sindrome di Rett) bensì si parla di “autismi”. La precedente definizione di autismo di Asperger prevedeva la mancanza di un ritardo mentale e l’insorgere di uno sviluppo del linguaggio precoce e forbito, questo però porta tali soggetti ad avere difficoltà di socializzazione con i pari, poiché questi soggetti tendono a ricordare termini complessi. Anche la Malattia di Rett non appartiene più al nuovo Dsm , adesso si parla di autismo basso, medio o grave.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’autismo è una caratteristica e le caratteristiche si indossano, non ci appartengono totalmente. Fanno parte di quello che siamo ma non lo costituiscono totalmente, è per questo che viene necessario ricordare che prima del problema, esiste una persona e come tale degna di rispetto e sopratutto di eguale trattamento e considerazione. Spetta a noi capire che il nostro è solo uno dei tanti linguaggi, uno dei molteplici modi di porsi, spetta a loro insegnarcene altri e sempre a noi aver voglia di impararli. Lo spettro dell’autismo è un contenitore pieno di colori e cogliere le sue sfumature è un nostro compito che ha carattere di dovere. Ed è grazie a queste sfumature scovate che possiamo dar loro la possibilità di utilizzarle per disegnare, per disegnarsi e scoprirsi ogni giorno.

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