Last Chance To See – È morto Sudan, l’ultimo maschio di rinoceronte bianco settentrionale.

Il 19 marzo 2018 è morto Sudan, l’utimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale. Viveva sotto scorta in una riserva in Kenya. Da anonimo animale in un libro di Douglas Adams a monito per il futuro.

L’anno scorso trovai per caso in biblioteca un libro di Douglas Adams : “L’ultima occasione. Alla ricerca di specie animali in via d’estinzione.” Il titolo originale aggiunge un “Last Chance To See” che oggi più che mai mi fa riflettere.

Mi colpì la copertina: la sagoma di un rinoceronte davanti a un cielo stellato.

Come desumibile dal titolo, il libro è un lungo viaggio alla ricerca di specie in via di estinzione. Lo presi in prestito e fu una lettura piacevole e piena di aneddoti divertenti, non lo nego. Nonostante tutto mi ha lasciato un velo di tristezza. Quello che forse si sono messi in molti, per non vedere.

Alla morte di Sudan, ho ripensato a quello che mi ha lasciato questa lettura.

 

Con lui se ne vanno le speranze di salvare una sottospecie, rendendola praticamente estinta. Dei campioni del seme sono stati raccolti, sperando nella fecondazione assistita, che rimane però una via complicata. Un’altra soluzione sarebbe far fecondare le due femmine dai rinoceronti del sud, per conservare almeno parte del patrimonio genetico.

 

In principio furono Suni Angalifu a far partire il conto alla rovescia verso l’estinzione. Sono entrambi due rinoceronti maschi. Angalifu aveva 44 quando è morto allo zoo di San Diego, ma la perdita più imponente è stata quella di Suni, che di anni ne aveva 34 ed era l’unico ancora in età riproduttiva.

Suni è morto per cause naturali all’Ol Pejeta Conservancy in Kenya. Era stato trasferito nel 2009 dallo zoo di Dvur Kralové (Repubblica Ceca) insieme a Sudan e ad altre due femmine(Najin e Fatu).

La morte dei due rinoceronti maschi ha ridotto la specie a cinque esemplari nel 2015.  In quell’anno Nabirè, a causa di una cisti interna, è morta a 31 anni, proprio nello zoo ceco di Dvur Kralove. Nola, invece, di 41 anni ha subito un’eutanasia per problemi di salute allo zoo di San Diego.

Sudan ci ha lasciati con un po’ di fama in più di quando è stato scritto il libro nel 1990.  Nel capitolo “Un cappello di pelle di leopardo” si parla di 22 esemplari nello Zaire, qualcuno nello Zoo di San Diego e 8 in Cecoslovacchia.

Sudan era uno di questi “anonimi” rinoceronti in Cecoslovacchia, trasferito nel 1975 dal suo paese omonimo. Da allora, il processo di diminuzione degli esemplari è stato molto veloce.

La causa principale è il bracconaggio allo scopo di impadronirsi del corno per medicina e gioielleria tradizionale. Leggende hanno diffuso credenze in Asia che il corno abbia caratteristiche afrodisiache e utilizzabili in medicina tradizionale, addirittura contro i tumori.  Inoltre, nello Yemen, i pugnali con il manico in corno di rinoceronte sono di gran moda tra gli uomini.

La cheratina di cui è composto il corno, quindi la stessa che compone le unghie, ormai vale più della cocaina. Un corno costa 95.000 dollari al kg, contro i 91.600 della polvere bianca.  Il rinoceronte bianco del Nord, per sua disgrazia, ne ha due. Questo lo rende doppiamente appetibile.

Il paradosso è che per strappare un corno frontale, che in media misura 60 cm, al cacciatore vengono elargiti soltanto 10-15 dollari.

La vita di questo animale vale una dozzina di dollari.

La società Pembient ha trovato un modo per riprodurre i corni con le stampanti 3D, isolando una porzione del codice genetico, adducendo al fatto che ciò avrebbe scoraggiato il mercato illegale, aumentando la quantità di corni. Il WWF non la pensa allo stesso modo, rispondendo che invece ciò potrebbe aumentare il bracconaggio verso i corni originali. È una scelta le cui conseguenze non sono certe e un minimo errore potrebbe compromettere ancor più gravemente la situazione.

Rhinos Without Borders (Rinoceronti senza frontiere) si occupa invece di trasferire i rinoceronti in luoghi più sicuri tramite un metodo molto particolare: via aerea.

Asportarne il corno è un ulteriore modo per scoraggiare i bracconieri. Siamo arrivati a proteggerli da noi stessi, privandoli di una loro caratteristica, dopo avergli già cambiato il colore. Perché per chi non se ne fosse accorto il rinoceronte bianco non è effettivamente bianco, ma grigio (White è la traduzione errata di una parola afrikaans che significa wide, largo. Si riferisce alla bocca dell’animale, per distinguerlo da quello nero).

Intanto, mentre questi metodi cercano di preservare gli altri rinoceronti, Sudan è stato tenuto sotto scorta armata 24H. È stato protetto dagli agguati dei bracconieri, curandolo e accompagnandolo alla fine dei suoi giorni.  Non essendo più in età utile alla procreazione, ci siamo affidati alla tecnologia, iscrivendolo a Tinder , il famoso sito di incontri, alla ricerca di fondi per gli studi sulle tecniche di riproduzione assistita.

Ma più che un ricorso alla tecnologia, forse ci vorrebbe un pensiero al futuro, passando dal passato e agendo nel presente.

Douglas Adams, in riferimento alla ripopolazione del rinoceronte del sud dopo che nel 1882 era quasi creduto estinto, scriveva: “Questo ci insegna che non è troppo tardi neanche per salvare il rinoceronte bianco del Nord”.

Purtroppo lo è stato.

Ho sempre pensato che l’interazione con la natura sia necessaria, inscindibile quando si pensa all’educazione di un bambino. Necessaria nella formazione di una persona, aumentando l’empatia con il mondo e la valorizzazione di ciò che la natura ci offre, della biodiversità.

Le foreste si dimezzano, gli animali si estinguono e limitiamo continuamente la natura e il suo patrimonio.
Per cosa? Per due soldi, delle false credenze e un manico di pugnale?
Forse dovremmo rivedere le nostre priorità.

 

Avrei voluto indicare un rinoceronte bianco settentrionale a mio figlio e dirgli “Un giorno ci siamo resi conto degli errori fatti. Ci siamo fermati per darti un’ultima possibilità di vedere tutto questo”

Last chance to see, appunto.

 

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