Il progetto ISWEC nel tempo. Intervista a Giuliana Mattiazzo

Una speranza per il futuro

In seguito all’articolo pubblicato dalla nostra redazione riguardo la tesi sviluppata dal Dott. Enrico Grassilli sul progetto ISWEC, ci siamo proposti di intervistarne l’ideatrice, Giuliana Mattiazzo, professoressa di ‘Controllo dei sistemi meccanici’ e ‘Meccanica delle macchine’ presso il Politecnico di Torino, che ci ha gentilmente offerto delle delucidazioni in merito al percorso da lei seguito e alcuni, interessanti, spunti di riflessione. Riportiamo le domande proposte.

  •  Da quale idea è nato il progetto e quali sono state le principali difficoltà riscontrate durante il percorso?

 L’idea iniziale del progetto risale a 12 anni fa, il sistema pensato per la produzione di energia elettrica da moto ondoso è dedicato specificatamente al mar Mediterraneo, dove l’onda è più frequente e meno ampia, ed è basato un giroscopio; esso è una specie di trottola che, sfruttando la combinazione delle velocità angolari di beccheggio e di rotazione della trottola, comporta una rotazione del rotore principale intorno all’asse longitudinale dello scafo, producendo energia elettrica.

Ovviamente ci siamo imbattuti in grandi difficoltà, un conto è lavorare all’interno del laboratorio, un altro è affrontare la natura e cimentarsi dal vivo con il mondo reale. Il problema principale è legato probabilmente alle tempistiche sempre maggiori del progetto causate da finanziamenti che tardano ad arrivare. Oltre all’affiatamento della squadra, la voglia di andare avanti e l’interessamento di grandi compagnie energetiche, è soprattutto la natura del progetto, ad impatto ambientale nullo, che ci permette di continuare a lavorare con passione.

“Tutto ciò che si sposta in mare è legittimato, anche se costoso, perchè è il futuro”. Sostiene Giuliana Mattiazzo

 

  • Ci può brevemente descrivere lo stato di avanzamento del progetto, in particolare fornendoci delucidazioni sull’isola di Pantelleria?

 Lavorare in un’isola come Pantelleria non è semplice, le condizioni climatiche non sempre favorevoli e la sua posizione geografica, non facilmente accessibile, sono ostacoli non da poco. L’evoluzione del nostro piano di studi è comunque in lenta ma costante ascesa, da un’idea siamo arrivati alla realizzazione di un macchinario sicuro e solido. La produttività stimata del nostro dispositivo presso l’isola di Pantelleria risulta essere di 240 MGW/h l’anno, sufficiente per garantire l’energia a circa 200 famiglie dell’isola. Attualmente ISWEC è rientrato in porto, il nostro augurio è quello che arrivino altri fondi in modo tale da tornare in mare al più presto possibile. Il comune di Pantelleria si è dimostrato comunque molto disponibile essendosi anche offerto di pagare la messa del cavo a terra del dispositivo.

 

  • Vorremmo chiederle infine un suo parere sul ‘Wind Power Hub’. Progetto finanziato da Olanda Danimarca e Germania che potrebbe fornire energia, da fonti rinnovabili, ad 80 milioni di persone entro il 2050.

 

In merito al progetto Wind Power Hub ritengo che sia una grandissima idea, sia per quanto riguarda il piano delle energie rinnovabili sia come upgrade nostro per un mondo migliore. Il costruire un’isola funzionale, con case e forza lavoro, riuscendo a utilizzare e coadiuvare il potenziale eolico e solare con l’idrico, potrebbe rivelarsi una vera e propria rivoluzione per il futuro. Naturalmente bisognerà attendere lo sviluppo della situazione ma restiamo speranzosi sulla riuscita del progetto dato il forte interesse di diverse nazioni ad investire economicamente su di esso.

Un ringraziamento speciale a Giuliana Mattiazzo e alla sua disponibilità a parlare con la nostra redazione, che ci ha fornito degli spunti interessanti in vista di alcune conferenze imminenti alle quali parteciperemo come parte integrante.

Con la stima più profonda

Redazione ATOMNIA

 

 

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