ISIS: GOVERNARE UN TERRITORIO

Saggio breve tratto dalla Tesi di laurea del Dott. Francesco Meli.

Il candidato Francesco Meli, laureato presso l’Università degli studi di Torino in ‘Scienze Internazionali dello sviluppo e della cooperazione’ si è proposto di costruire la tesi intorno ad uno degli argomenti maggiormente affrontati e toccati negli ultimi anni: l’Isis.

Meli, utilizzando materiale specifico ed informandosi adeguatamente sul fenomeno, è riuscito ad analizzare come e, soprattutto, con quali risultati, lo stato islamico sia riuscito a sviluppare il proprio progetto statuale sotto due califfati, orchestrando la tesi con capitoli mirati e suddividendoli in:

-ISIS come fenomeno

-Governance dello stato islamico

-Scenario Attuale

 

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ISIS come fenomeno

 

Nella prima parte è introdotto il fenomeno dell’Isis incentrato sul punto di vista statuale.

Concentrandosi in primis sul concetto del cambiamento di terrorismo dagli anni ’70 ad oggi, l’argomento vira sull’analisi dei due stati islamici, partendo dalla dichiarazione del primo nel 2006 (IS) che prevedeva politiche territoriali e governative molto rigide. Non ancora organizzato in modo eccelso, il califfato, vide il tentativo di formare un nuovo stato andare in frantumi causa insediamento e successivo incremento delle truppe americane sul suolo iracheno, che portò la momentanea sconfitta nel 2009, questo comportò la rinascita dello stato islamico, arrivando alla creazione del secondo califfato, nel 2014, sotto il totale controllo di Al-Baghdadi.

Studiando le varie fasi per stabilire l’effettivo controllo sul territorio ( Intelligence, militare, da’wa, hisba, governance), captando gli obiettivi della politica estera, analizzando il Proselitismo (la conversione all’ISIS) ed esponendo le conquiste geografiche, il neolaureato riesce a fornire un’idea a 360’ della composizione dello stato islamico.

 

-Governance stato islamico

 

Il tentativo di definire la propria identità si è fatto sempre più radicato nella mentalità ISIS con il passare degli anni; stabilendo il punto focale del proprio regime nella città di Mosul, iniziò a prendere corpo una dittatura praticamente totalitaria.

L’obiettivo, come citato, era quello di raggiungere una statualità tramite il califfato e, stimolata dalla guerra, prese sempre più corpo portando un livello di governance tale da tenere testa all’intelligence occidentale.

Il regime ISIS, sebbene ci fossero idee differenti a riguardo, prese piede come ‘nuova normalità’ sul suolo islamico. Basandosi su testimonianze e punti di vista attendibili, il candidato è riuscito ad offrire un quadro variopinto sulle idee del governo Islamico, individuandone i punti di forza, dalle politiche militari alle strategie governative e finanziarie relative alla popolazione (‘Quando l’ISIS prende il controllo dei nuovi territori, la sua priorità è ripristinare la sicurezza e i servizi principali, come acqua ed elettricità, il più velocemente possibile. In alcune aree, l’ISIS ha anche preso il controllo di panifici per provvedere e garantire cibo gratuito o sovvenzionato’) e di, successiva, debolezza; La governance IS può essere definita come, appunto, dittatura totalitaria con una burocrazia abbastanza completa che, però, rischia di intravedere il collasso proveniente dall’interno: il costo dei servizi con tasse molto elevate, dopo l’iniziale gratuità offerta dall’ISIS, la mancata corrispondenza tra le aspettative dei civili per la longevità delle regole dell’IS, credute da molti di breve durata, e la dura realtà della sua imprevista persistenza, la ‘fuga di cervelli’ dei professionisti e le costanti guerre sul suolo iracheno che devastano i rifornimenti ed il suolo, risultano essere cause cruciali per l’indebolimento islamico.

 

Scenario attuale

 

Le strategie ISIS ed anti-ISIS odierne formano il concetto fondamentale che prende luogo in questo capitolo. Viene esaminata la complicata ma illuminante governance dei ribelli (‘con la governance dei ribelli, si intende il processo decisionale, la fornitura di servizi e il quadro normativo che i gruppi armati stabiliscono di perseguire, in modo da garantire l’ordine sociale all’interno di un determinato territorio che loro stessi controllano.’) , basata sulla peculiare interpretazione della dottrina islamica, sulla fornitura e gestione di servizi statali per la popolazione e sul campo terroristico; L’arte persuasiva dell’ISIS è riuscita a trasmettere nella mentalità di una parte degli islamici che ogni risvolto negativo (sociale, politico e militare) sia di responsabilità dell’Occidente, accaparrandosi più seguito e affermandosi come stato e potenza. Il tutto è parallelizzato alla governance occidentale ed alle possibili alternative d’intervento sul suolo islamico, partendo dalla ristabilizzazione del governo iracheno, con profondi dubbi, al potere decisionale e militare degli U.S.A. sul suolo mediorientale, tutt’ora in corso.

Il fenomeno jihadista e la destabilizzazione comportata da esso caratterizzano la conclusione dell’approfondimento tesistico.

‘L’ISIS è un nuovo fenomeno che ha creato rilevante destabilizzazione sul piani internazionale. È un fenomeno che s’infiltra nei paesi a rischio collasso, caratterizzato dall’assenza di frontiere. Nel breve e medio periodo la nostra realtà dovrà fronteggiare nuovi attori emergenti, nuove realtà e probabilmente una ridefinizioni degli stati. Il gruppo jihadista è quindi ben articolato, particolarmente funzionale e ha mutato il concetto di terrorismo tradizionale. La gestione del territorio dello Stato Islamico, sotto tutti i punti di vista, si è rivelata molto efficiente, Esso è riuscito a sfruttare le dinamiche di caos nel Medio Oriente per instaurare il proprio progetto statale. La componente umana dell’IS, ovviamente, non è costituita solamente da soldati ma, sono sicuramente presenti professionisti specializzati nella diverse sfere sociali per riuscire a gestire un progetto di questa portata, con strategie militari in grado di contrastare eventuali avanzate della coalizione, una logistica dei servizi per soddisfare i bisogni delle popolazioni e quindi, di conseguenza, avere il loro supporto. Sostenere per così tanto tempo un progetto statuale come quello dello Stato Islamico, richiede ottime competenze in distinte materie e una valorosa leadership che riesca a coordinare e gestire in maniera ottimale tutte le dinamiche.’

INTERVISTA Al DR. FRANCESCO MELI

 

-Nella tesi si è concentrato approfonditamente sulla creazione dello stato islamico, quanto è stata importante la reale creazione? Quanto ha influito moralmente l’ascesa di Al-Baghdadi per i due califatti?

 

L’idea di stato è risultata indubbiamente rilevante per i piani dell’ISIS, l’insieme del fornire dei servizi, provvigioni, uno stile di vita ed un’idea di stato modello, a cui la gente non è stata mai realmente avvicinata, contornando il tutto alla posizione iniziale fondamentale geograficamente parlando, esattamente tra Tigri ed Eufrate, ha creato un modello inizialmente solido. L’eccellenza oratoria di Al-Baghdadi è stata fondamentale per tutto questo.

 

-Ho trovato interessante la parte incentrata sulle quattro fasi di progressione dell’ISIS, come definirebbe tale fenomeno?

 

Ho trovato una genialità nelle interconnessioni tra le varie fasi, unendo l’intelligence sulla manovra, l’impatto militare coadiuvato dalla sicurezza contro la criminalità, la dottrina religiosa data da Da’ Iva e Hisba e la Governance politica, si crea un connubio che porta di fatto ad un ordine preciso di statualità.

 

-Quanto è stato difficile reperire il materiale relativo alla sua tesi?

 

Inizialmente sono entrato in possesso di diverso materiale riguardante il tema dell’ISIS e della costruzione del califfato islamico, però non tutto quello che si trova in rete e con delle ricerche, soprattutto argomentando un tema non indifferente e toccante, è strettamente veritiero.

Una grande mano mi è stata portata dalla relatrice, con il suo consiglio di link e pdf attendibili sono riuscito a gestire in modo migliore la mia tesi, le fonti dei giornalisti esperti sono fondamentali per un progetto simile.

 

 

 

 

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